9 novembre 2011

Brunch con le amiche


Domenica la mia amica Rossella ha organizzato un brunch nella sua casetta…qui trovate il suo racconto 

Le foto che vedete in questo post le ha fatte lei con la sua super macchina e si vede la differenza…ma nell’euforia e fame del momento abbiamo dimenticato di fotografare tutto…
Ognuno di noi ha preparato qualcosa…io ho fatto una torta salata ricotta, spinaci e pancetta, degli involtini con i datteri e i “grissini” grana e speck.



INVOLTINI DI DATTERI
Ingredienti (tutti nella stessa quantità)
Datteri
Mandorle
Fettine di speck
Olio evo qb
Tagliate a metà i datteri e togliete il nocciolo. Al suo posto mettete una mandorla. Avvolgete il dattero nella fettina di speck. Disponete gli involtini in una pirofila ricoperta di carta forno. Mettete un filo d’olio e infornate a 180° per 10 minuti.



“GRISSINI” GRANA E SPECK
Ingredienti
2 confezioni di pasta sfoglia rettangolare
100g speck
100g grana padano grattugiato

Stendete una delle due confezioni di pasta sfoglia. Sopra disponete le fettine di speck e spolverate con abbondante grana grattugiato. Posizionate sopra l’altra pasta sfoglia. Tagliate il rettangolo orizzontalmente e poi a striscioline di circa 1 centimetro.
Prendete una strisciolina e arrotolatela su se stessa e poi allungatela.
Disponete i “grissini” in una pirofila ricoperta di carta forno e infornate a 180° per 15 minuti.






8 novembre 2011

Torta tenerina cherry & chili


Venerdì sera ho ricevuto un graditissimo regalo da Luisa e Andrea…un sacchettone di cioccolatini Lindt!!!! E tra questi una tavoletta di fondente alla ciliegia e peperoncino… mangiato così è squisito, ma mi sono detta come altro posso assaggiare questa bontà? E mi è venuta in mente la torta tenerina.


TORTA TENERINA CHERRY & CHILI

Ingredienti
100 g di cioccolato cherry & chili Lindt (la confezione era da 150g, ma dovevo pur assaggiare com’era il cioccolato!!!)
100g cioccolato fondente
100 g di burro
100 g di zucchero
60 g di farina 00
4 tuorli
4 albumi
un cucchiaino di lievito

Sminuzzate il cioccolato e mettetelo in una ciotola con il burro e fateli sciogliere a bagnomaria. Quando il cioccolato sarà sciolto lasciate raffreddare il composto, poi aggiungete i tuorli uno alla volta, lo zucchero e la farina setacciata con il lievito. Mescolare bene fino ad ottenere un composto fluido e omogeneo. Aggiungete gli albumi montati a neve e mescolate con delicatezza dal basso verso l’alto per non far sgonfiare il composto.
Versare l’impasto in una tortiera ricoperta di carta e infornare a 180° circa 20 minuti. La torta deve risultare non troppo cotta all’interno.
Spolverare con zucchero a velo.


7 novembre 2011

Chutney di mango


Il CHUTNEY è una salsa a base di frutta o verdure e spezie originaria dell’India. In particolare tipico della cucina indiana è il chutney di mango, una salsa speziata e abbastanza piccante che si usa per accompagnare le carni, dagli arrosti (bovino, suino o ovino) alle carni bianche cotte semplicemente alla piastra.

CHUTNEY DI MANGO
Ingredienti
2 mango (500g circa)
3dl aceto di mele
240g zucchero
1 scalogno
1 spicchio d’aglio
40g zenzero fresco
20g curcuma
1 peperoncino
1 cucchiaino di cannella
1 cucchiaino di sale
La ricetta prevede anche l’uvetta, ma a me non piace ;-(( cmq se volete 200g di uvetta.

Sbucciate e tagliate a tocchetti il mango, tagliate a fettine sottili la radice di zenzero, affettate lo scalogno e tagliate a metà l’aglio privandolo del germe interno. Mettere mango, zenzero, scalogno e aglio in un tegame con lo zucchero, la curcuma, la cannella, il sale, il peperoncino tagliato a metà (privato dei semi se non volete il churtney troppo piccante, regolatevi secondo il vostro gusto) e l’aceto (e l’uvetta se a voi piace e volete metterla). Fate cuocere a fuoco basso per circa un’ora o fino a quando tutti gli ingredienti non si saranno sfaldati fino a formare un composto omogeneo.

Invasate la composta nei vasi precedentemente sterilizzati (far bollire i barattoli per 15 minuti, lasciarli asciugare su un canovaccio pulito) e se vi piace aggiungete un altro peperoncino. Chiudeteli i barattoli e capovolgeteli per effettuare un buon sotto vuoto.
Effettuate una seconda sterilizzazione (Mettere i barattoli in una pentola dal fondo spesso e sufficientemente alto per contenere i barattoli in piedi, uno accanto all’altro, possibilmente separati da un tovagliolo in stoffa o un canovaccio in modo che non sbattano tra di loro quando l’acqua bolle. Portare l’acqua al punto di ebollizione e farla bollire per 20 minuti. Spegnere il fuoco e far freddare i barattoli in acqua. Asciugare con cura.


Vestite il vostro vasetto e scrivete su un’etichetta il nome della composta e la data di produzione.
Lasciate riposare i vasetti in dispensa (luogo fresco e buio) per una quindicina di giorni prima di consumarlo. Il chutney si conserverà per circa un anno, ma una volta aperto il vasetto tenetelo al massimo per 2 mesi in frigo, anche se secondo me finisce prima perché è troppo buono…



4 novembre 2011

Torta caprese


Buon compleanno Ilaria!!!!!!!!!!!!! (quella grande)
…e x festeggiare colazione di compleanno ;-))
Volevo una torta speciale, buona e cioccolotosa…ed è arrivata in mio soccorso la mia amica Barbara con la ricetta della sua caprese…mi ha detto che tutti quelli che l’hanno mangiata se ne sono innamorati…bè ora ci sono altre due persone innamorate della caprese by Barbara.

Torta Caprese (ricetta di Barbara)
Ingredienti
200g mandorle
125g zucchero
125g cioccolato fondente
125g burro
3 uova
Zucchero a velo

Tritate le mandorle e il cioccolato. In una ciotola mettete le mandorle e il cioccolato, il burro fuso lasciato raffreddare, lo zucchero e il tuorlo delle uova uno alla volta e mescolate bene. In un’altra ciotola montate gli albumi e aggiungeteli al composto mescolando delicatamente dal basso all’alto per non farlo smontare, fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Mettetelo in una tortiera foderata di carta forno (o imburrata e infarinata o se usate lo stampo in silicone senza nulla) del diametro di 26cm e cuocete in forno a 170° per 30 minuti.
Lasciate raffreddare e decorate con lo zucchero a velo.


3 novembre 2011

Vellutata di carote e cipolle


Vellutata di carote e cipolle
Ingredienti
1kg carote
2 cipolle
1,5 lt brodo vegetale
Olio evo
Sale e pepe

Tagliate finemente le cipolle e fatele imbiondire in una padella antiaderente con un paio di cucchiai di olio evo . Aggiungete le carote, fate cuocere per qualche minuto poi aggiungete il brodo vegetale (che avete fatto facendo bollire per un’oretta 2 carote, 2 coste di sedano, una cipolla, una zucchina e un pizzico di sale) e lasciate cuocere per 20 minuti.
Frullate con il mixer ad immersione. Aggiustate di sale e pepe e rimettete sul fuoco per 5 minuti.
Servite ben calda.

La versione originale di questo piatto prevedeva del prezzemolo in superficie, ma stamattina ho sistemato le mie piantine, le ho pulite e messe in serra e mi sono fatta una bella scorta di basilico, prezzemolo e salvia da mettere in frigo per l’inverno. Così ho deciso di modificare un po’ la ricetta con un tocco di salvia…e fritta è troppo buona!!!!



Salvia fritta                                                   
Passate nella farina le foglie di salvia che avete lavato con cura e asciugato su un canovaccio.
In una padella fate scaldare dell’olio e mettete le foglie di salvia.
Mettete le foglie su un foglio di carta da cucina per un minuto e poi usatele per guarnire i vostri piatti.

CAROTA
Daucus carota
Nomi comuni: bastonagia, carota gialla, frastenaca, pastinaca, verga del pastore
Famiglia: ombrellifere
Pianta: erbacea, biennale, alta fino a 1m
Fusto: eretto, compare nel secondo anno di vita della pianta, molto ramificato, striato, di colore verde chiaro
Foglie: quelle del primo anno sono tutte raccolte in rosetta alla base, frastagliatissime, di consistenza molto molle; le altre compaiono solo al secondo anno sul fusto
Fiori: bianchi, riuniti in ombrella. Compaiono da aprile a ottobre
Frutti: diacheni piccoli, ovali, con costole sporgenti provviste di aculei
Dove nasce e come si coltiva: cresce comunemente lungo le strade, i prati, i pascoli e le zone incolte nell’area montana e submontana. La varietà orticola si semina direttamente in piena terra, in solchi, da marzo a giugno tenendo il terreno ben concimato e irrigato.
Parti da utilizzare: radice (della specie orticola in cucina, della specie selvatica in medicina), le foglie e i semi.
Quando si raccoglie: la radice commestibile praticamente tutto l’anno, quella selvatica in autunno; le foglie in primavera prima della fioritura; i semi in autunno in piena maturazione.
Come si conserva: la radice della specie coltivata si usa fresca, essendo facilmente reperibile; quella della specie selvatica, dopo essere privata della parte alta, vicino all’attacco delle foglie, si conserva immersa nella sabbia asciutta. Le foglie vengono usate fresche e i semi, dopo aver raccolto le ombrelle e averle fatte seccare, si staccano per battitura e , una volta privati della impurità, si conservano in sacchetti e barattoli di vetro.
Le utilizzazioni culinarie della carota sono assai varie, e vanno dalla preparazione di insalate e salse, dalle marmellate alle torte. In Francia, in passato, la carota era utilizzata per dolcificare cibi e bevande al posto dello zucchero e del miele. Nelle campagne si era invece solito tostare l’ortaggio e usarlo al posto del caffè.

SALVIA
Salvia officinalis
Nomi comuni: erba sacra, salvia di osei, salvia bianca, salvio ontano, tè di Grecia
Famiglia: labiate
Pianta: ha la parte basale più legnosa e i rami dell’ultima crescita erbacei: è alta fono a 70cm
Fusto: fusti eretti a sezione quadrangolare, con molte ramificazioni, rivestiti da una densa peluria di color grigio
Foglie: opposte, oblunghe, rivestite di peluria, color verde argenteo nella pagina superiore, più chiare in quella inferiore, molto ricche di ghiandole oleifere
Fiori: di colore violaceo, raccolte in spighe terminali. Compaiono da maggio a luglio
Frutti: (acheni) piccoli, con tre nervature talvolta compresse
Dove nasce e dove si coltiva: presente in tutta l’Europa centrale, è spontanea in molte zone della fascia mediterranea e predilige i terreni soleggiati, sassosi e poveri d’acqua, fino a 800m di altitudine. Si riproduce per talea prelevando, verso la fine dell’estate, rametti dell’ultima crescita; dopo averli messi a radicare in toprba e sabbia, si trapiantano a dimora la primavera successiva. Per avere una produzione di foglie più grandi e più ricche di olii essenziali, è bene togliere le spighe da fiore alla loro comparsa.
Parti da utilizzare: le foglie e le sommità fiorite
Quando si raccoglie: le foglie tutto l’anno, le sommità fiorite in maggio-luglio
Come si conserva: per conservare le foglie occorre staccarle e lasciarle essiccare in posto ombroso e ventilato in strati sottili, poi si conservano in barattoli; le sommità fiorite si essicano appese, legate in mazzetti e si ripongono in sacchetti di carta o tela. Generalmente si usa il prodotto fresco poiché durante l’essicazione si perdono parte dei principi attivi che sono volatili.
Che la salvia sia stata ritenuta, fin da tempi lontanissimi, una pianta estremamente utile nel campo dell’erboristeria medica ce lo suggerisce il nome stesso: “salvia” deriva dal latino salus, che significa “salute”, oppure da salvus, cioè “salvo, sano”.Essa era dunque considerata l’erba della salute per eccellenza.

2 novembre 2011

Pasta alla crema di zucchine


Pasta alla crema di zucchine
Ingredienti
350g pasta
350g zucchine
200g yogurt greco
100g porro
1 spicchio d’aglio
Brodo vegetale
Olio evo
Sale e pepe

Tagliate a rondelle le zucchine e fatele cuocere con un filo d’olio e lo spicchio d’aglio privato del germe interno. Se necessario aggiungete del brodo vegetale, che avete fatto facendo bollire per un’oretta 2 carote, 2 coste di sedano, una cipolla, una zucchina e un pizzico di sale.
In un’altra pentola  fate stufare il porro.
Mettete il porro , le zucchine (tenendone da parte qualcuna) senza lo spicchio d’aglio, lo yogurt, sale  e pepe fino ad ottenere una crema omogenea.
Mettete la crema in una ciotola e versate la pasta appena scolata. Amalgamante bene e impiattate decorando con le zucchine tenute da parte.


1 novembre 2011

Semi di zucca tostati


E dopo aver cotto in svariati modi chili di zucca ho deciso di provare ad utilizzare i semi…

Sono un ottimo snack per grandi e piccoli, possono essere serviti con l'aperitivo o per arricchire il muesli della prima colazione o per fare il pane.

SEMI DI ZUCCA TOSTATI

Quando pulite la zucca tenete da parte i semi. Eliminate i residui di polpa e i filamenti , poi sciacquateli sotto l’acqua fredda e asciugateli con un canovaccio. Distribuiteli sulla placca del forno, senza sovrapporli, spennellateli con po’ di olio, cospargeteli con sale fino e fateli tostare nel forno a 150° per 30 minuti o fino a quando la buccia esterna sarà dorata.



I semi di zucca hanno proprietà rilassanti-sedative, emollienti, blandamente lassative e diuretiche, antielmintiche (vermifughe). Vengono sfruttati da secoli nella medicina popolare, in varie preparazioni, e la loro capacità di prevenire problemi alla prostata rende consigliabile il loro regolare consumo a tutti gli uomini sopra i quarant'anni, In particolare la cucurbitina sembra avere un'azione preventiva nei confronti dei disturbi prostatici benigni, oltre ad un'azione antiparassitaria, specie sulla tenia, della quale favorirebbe il distacco dalla parete intestinale, facilitandone così l'eliminazione. Ma anche le donne ne traggono beneficio, perché i semi sono utili nella prevenzione della cistite, infiammazioni della vescica causate dall'esposizione al freddo, debolezza e irritabilità della vescica, compresa quella di origine nervosa.

I principi attivi fondamentali contenuti nei semi di Zucca sono le cucurbitine, i delta steroli, le fitosterine, le globuline vegetali, oltre alle vitamine F ed E, che esercitano un'azione protettrice delle membrane cellulari e antiossidante, specie la vitamina E abbinata al Selenio, che nei semi di Zucca è ben rappresentato. 
Perché quest'azione si possa esplicare, il dosaggio giornaliero raccomandato dovrebbe essere di circa tre cucchiai al giorno di semi crudi, con la raccomandazione che, essendo essi molto ricchi di grassi e quindi piuttosto calorici, bisogna ridurre la quota di altre fonti caloriche, specialmente grassi, nella razione giornaliera di cibo. I grassi contenuti nei semi di Zucca sono comunque ricchi di acidi grassi essenziali monoinsaturi e polinsaturi, quindi di alto valore biologico.

Una manciata di semi di zucca (32g) dà il 60% del magnesio che serve per stabilizzare le membrane cellulari e dare una mano alla cellule nervose.